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Decreto Cura Italia
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Decreto Cura Italia

Il D.L. 17 marzo 2020 n. 18 (il c.d. Cura Italia), convertito nella legge 24/4/2020 n. 27, tra le altre cose, ha vietato per 60 giorni l’avvio delle procedure di licenziamento sia collettivo che individuale per giustificato motivo oggettivo. I 60 giorni decorrono dal 18 marzo.

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La stessa norma ha sospeso i termini per la proposizione dell’impugnativa di quelli già disposti precedentemente all’entrata in vigore del decreto. Si tratta, chiaramente, di una norma emergenziale volta ad evitare che in un momento di grave crisi economica e dalle prospettive future difficilmente definibili, le aziende, grandi, medie e piccole, decidessero di avviare licenziamenti di massa aggravando ulteriormente una situazione già di per sé assai grave.

Tale limitazione (grave e rilevante in un momento di grave crisi di liquidità quale si è rivelato essere il presente) ha potuto essere applicata perché accompagnata da misure di sostegno economico del lavoro come la cassa integrazione anche in deroga (e perciò estesa anche alle imprese che normalmente non possono fruire di tale strumento). In caso contrario si sarebbe tradotta in un ulteriore appesantimento della condizione economica già precaria delle aziende, le quali avrebbero comunque dovuto fare fronte al costo del lavoro in misura integrale, senza potere licenziare nessuno. Si comprende bene che questo è il limite sostanziale di ogni ulteriore proroga del divieto in esame: esso potrà essere reiterato solamente se verranno garantiti adeguate misure di sostegno al reddito dei lavoratori a carico dello Stato.