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Illegittimità costituzionale parziale per l’art. 702/ter c.p.c.. Una svolta nel processo di cognizione sommaria.
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Illegittimità costituzionale parziale per l’art. 702/ter c.p.c.. Una svolta nel processo di cognizione sommaria.

Una sentenza della Corte Costituzionale che trae origine da un’ordinanza di rinvio del foro siciliano di Termini Imerese.

commento a cura della Dr.ssa Susanna Basile

Con la recentissima sentenza n. 253/2020, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 702/ter, comma secondo, ultimo periodo, del codice di procedura civile.
L’articolo predetto, nella sua originaria formulazione, imponeva al giudice adito con ricorso sommario di cognizione -che, si ricorda ai meno esperti del diritto, è un rito speciale caratterizzato da una istruttoria sommaria e da un decorso più rapido- di dichiarare inammissibile la domanda riconvenzionale proposta dal convenuto, anche se pregiudiziale rispetto alla causa oggetto del ricorso principale, qualora la materia non rientri fra quelle per le quali è consentito l’esperimento di tale rito speciale, perché devoluta alla decisione del Tribunale in composizione collegiale.
Con l’ordinanza del 19.10.2019, il Tribunale di Termini Imerese ha sollevato questione di legittimità costituzionale del comma secondo dell’art. 702/ter c.p.c., ritenendo che la limitazione violasse gli artt. 3 e 24 della Costituzione, rispettivamente esplicativi del principio di eguaglianza e del diritto di difesa dei cittadini.
In particolare, l’introduttore necessario -Giudice del Tribunale di Termini Imerese- ha ritenuto che la declaratoria di inammissibilità della domanda riconvenzionale di competenza collegiale si ponesse in contrasto con il principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., anche per la possibilità che la trattazione in due diversi processi potesse portare ad un contrasto di giudicati, ma anche con l’art. 24 Cost., perché consentirebbe al ricorrente di abusare dei propri poteri processuali, ottenendo velocemente una decisione sulla propria domanda principale, grazie alla maggiore celerità del procedimento sommario rispetto a quello ordinario di cognizione che, di contro, il convenuto sarebbe costretto ad incardinare nel rispetto della formulazione originaria dell’art. 702/ter c.p.c..
La Corte Costituzionale, considerate sussistenti le condizioni di ammissibilità della questione, l’ha, infine, ritenuta fondata in riferimento ad entrambi i principi costituzionali richiamati ed ha, quindi, emesso una sentenza di accoglimento dell’illegittimità della norma dichiarando

“[…] l’illegittimità costituzionale dell’art. 702-ter, secondo comma, ultimo periodo, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede che, qualora con la domanda riconvenzionale sia proposta una causa pregiudiziale a quella oggetto del ricorso principale e la stessa rientri tra quelle in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, il giudice adito possa disporre il mutamento del rito fissando l’udienza di cui all’art. 183 cod. proc. civ.”.

Di seguito il link alla sentenza: