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La privacy al tempo del COVID 19: brevi riflessioni.
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La privacy al tempo del COVID 19: brevi riflessioni.

L’emergenza determinata dal Coronavirus e le disposizioni che hanno introdotto più estesi controlli anche sui luoghi di lavoro non consentono la violazione delle norme sulla tutela della privacy dei lavoratori. Se sei alla ricerca di un avvocato esperto in tutela privacy puoi rivolgerti a Studio Legale Lo Voi: progetteremo insieme al soluzione migliore per te.

Il Garante della privacy ha voluto mettere un freno alla sempre più diffusa prassi delle aziende che imponevano ai propri dipendenti di rilasciare dichiarazioni contenenti indicazioni circa i contatti avuti e i luoghi frequentati con la finalità di sapere se avevano, anche solo potenzialmente, avuto contatti con persone o comunque erano stati in luoghi a rischio.

Orbene richiedere, ottenere, conservare e trattare dati di questo genere è stato considerato illegittimo dal Garante. Quest’ultimo ha stabilito che il datore di lavoro deve limitarsi a chiedere ai propri dipendenti di comunicare tempestivamente, ex art. 20 D.Lgs 81/08, in modo generico, di essere incorsi in situazioni di pericolo (essersi recati in luoghi a rischio o avere avuto contatti con persone con sintomi) reale o anche solo presunto. Ricevuta tale comunicazione il datore di lavoro si preoccuperà di contattare l’autorità sanitaria o la protezione civile, che potranno richiedere ed acquisire dal lavoratore le informazioni circa i suoi spostamenti, il suo stato di salute, i suoi recenti contatti e se essi siano stati, per modalità e caratteristiche, tali da potere essere considerati pericolosi.

Dunque il datore di lavoro deve limitarsi a chiedere ai propri lavoratori di essere diligenti nella comunicazione, ma le restanti informazioni non potrà richiederle e certamente trattarle. Il problema si porrà con riguardo al caso che effettivamente il lavoratore risultasse infetto: in tale ipotesi l’azienda dovrà aggiornare il rischio biologico, adottando le misure di sanificazione, ma senza fare cenno all’origine delle azioni intraprese, coperte certamente dall’obbligo di riservatezza. In tal senso le aziende dotate del modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 potranno veicolare le informazioni attraverso l’ODV. È dunque essenziale che i datori di lavoro, anche in regime emergenziale, limitino il loro “interesse” alla vita dei lavoratori allo stretto essenziale.